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INPS: ipotesi di comunismo

28 Ott

falce e martello

Zitto zitto, l’INPS potrebbe mettere le basi per un comunismo finanziario.
Partiamo da un dato: l’80% della popolazione adulta ha un conto aperto con l’INPS. E cioè un codice univoco e soprattutto una situazione di dare / avere. Che altro non sono che debiti e crediti (compensabili).
Ricordiamoci il punto di arrivo: sollevare le masse dalla logica della finanziarizzazione e garantire loro la sicurezza di equilibrio finanziario inter – temporale (cioè lungo il corso di una intera vita umana).
Soprattutto ricordiamoci che l’INPS rimane ancora un pezzo dello Stato, incardinato al MEF ed al Tesoro (e quindi ancora sottoposto alle possibilità di azione politica dello Stato democratico).
Dimentichiamoci Poste italiane e Cassa Depositi e Prestiti, ormai vendute alla logica della finanziarizzazione internazionale.
Dimentichiamoci le banche, tutte sottoposte alla stessa logica, e tutte da lasciare al proprio destino.
Ad un certo punto l’INPS comincia a fare un ragionamento di compensazione tra debiti e crediti su scala diacronica e si organizza affinché i bonus di credito possano essere accettati come moneta sonante presso molti esercizi commerciali.
L’unico modo per capirlo è fare un esempio sul corso di vita di una persona / famiglia.
Nasce Pippo: l’INPS comunica alla famiglia che Pippo ha un credito di 10mila euro spendibili per la sua crescita fino alla 1° elementare (immaginatevi le ripercussioni sulla natalità).
Pippo inizia la scuola superiore, l’INPS gli comunica che può incassare 10mila euro in 5 anni per sostenere le spese di scuola, ma che queste verranno detratte (anzi compensate) dalla sua pensione futura.
Pippo inizia l’università oppure apre una attività commerciale: l’INPS gli comunica che ha a disposizione un bonus di 20mila euro, anche queste compensate nel suo conto INPS.
Pippo è in difficoltà e crolla nella povertà. L’INPS gli comunica che i crediti che finora ha totalizzato (ammesso che ne abbia ancora) sono a sua disposizione e li può prelevare (come bonus e non come Euro) per le esigenze di cui necessita.
Pippo sta facendo soldi, non sa dove investirli: l’INPS gli comunica che potrà depositarli presso il proprio conto e su di essi riceverà il tasso dell’inflazione + un 1% (o la crescita del PIL nominale) e soprattutto la sicurezza che nessuna speculazione finanziaria potrà mai erodere il suo capitale.
Pippo assume dipendenti: l’INPS gli comunica che potrà pagare una parte del loro salario o dei loro contributi, compensando i debiti /crediti in essere.
I dipendenti di Pippo si trovano con una parte di salario in bonus INPS: che se ne fanno? Vanno a comprare le verdura o i servizi presso rivenditori che accettano i bonus INPS, potendoli a loro volta compensare con loro pendenze.
Pippo si trova in difficoltà, e deve chiedere un prestito: l’INPS gli comunica che può avere un prestito al tasso dell’inflazione + un 1% (o la crescita del PIL nominale) senza dover rilasciare particolari garanzie (essendo già inserito nei codici INPS e quindi in possesso di un Conto INPS).
Provate ad immaginare: la rete dei rivenditori che accettano bonus INPS, si allarga. L’utilizzo della moneta Euro si riduce sempre più. Ad un certo punto lo Stato non ha più nemmeno bisogno di emettere BTP sui mercati internazionali, perché gli investimenti che gli italiani hanno fatto sui Buoni INPS è sufficiente per sostenere gli scompensi monetari della gestione statale (entro limiti opportunamente prestabiliti).
A questo punto tutti gli italiani hanno un conto corrente presso l’INPS, e non hanno bisogno di andare in banca. Si aprono sportelli bancomat e carte di credito INPS.
Rimane la libertà per i ricchi di esportare i capitali o di metterli presso le banche (contenti loro…).
Certo rimane il problema per chi con l’INPS ha troppi debiti in rapporto ai crediti che ha maturato. Soltanto lì si deve concentrare la vigilanza: per la povera gente subentrerà la solidarietà sussidiaria, per i furbetti, la galera.
Rimane infine il problema dell’unità di conto: ad oggi non può che essere l’Euro (con tutti i problemi che esso crea nelle esportazioni verso l’estero). E’ un male da accettare, sapendo che di fronte ad un cataclisma monetario, questo Euro può tranquillamente essere sostituito dalla nuova moneta, che ormai l’80% della popolazione utilizzerà: il buono-INPS
E’ il comunismo, bellezza.
PS: dispiace se in questo gioco le Banche non avranno più alcun ruolo e saranno destinate a scomparire. I loro dipendenti potranno trovare più adeguata collocazione nel sistema INPS. I loro azionisti invece rimarranno con la polvere in mano.
PPS: Dimenticavo: vorrai mica mettere nelle mani di quegli incompetenti dell’INPS il futuro finanziario di una paese? Risposta: dopo quasi 30 anni di consulenza alle PA ho capito che non sono gli enti pubblici ad essere incompetenti, ma i singoli funzionari, i singoli dirigenti e soprattutto i loro referenti politici. La storia dimostra che con un adeguato sostegno di popolo e con un adeguato controllo “democratico”, l’INPS può essere all’altezza di quanto stiamo dicendo.

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Pubblicato da su 28 ottobre 2015 in Uncategorized

 

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