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Cambiare Si Può a Milano

14 Dic

Messaggio ai promotori dell’incontro di Cambiare Si Può del 16 Dicembre 2012

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Abbiamo pochissimo tempo ma ce la possiamo fare. E’ un ammonimento ma anche uno stimolo per una “sana ambizione” di potercela e volercela fare.

Se siamo qui oggi e se eravamo al Teatro Vittoria il 1 dicembre e se ancora prima abbiamo aderito all’appello dei promotori, vuol dire che ci riconosciamo nei principi di base che hanno ispirato l’avventura di “Cambiare si può”. Non torniamoci ancora sopra – facciamo un passo avanti – e definiamo concretamente contenuti, regole, ruoli e azioni per presentarci al paese alle prossime elezioni, per superare lo sbarramento che ci impone l’attuale legge elettorale. Questo deve essere il nostro unico obiettivo: a partire da oggi e per le prossime settimane.

Per farlo dobbiamo costruire “insieme” la nostra carta d’identità. Sulla carta d’identità non ci deve essere tutta la storia della nostra vita passata e tutta quella che vorremmo per il futuro. Ci devono essere i dati essenziali che ci contraddistinguono e che permettono a chi non ci conosce di identificarci e di votarci.

L’elaborazione di questa carta d’identità ha bisogno di “contenuti” e di “metodo”.

Sui contenuti:

Alternativa offre per la discussione comune una piattaforma che è il frutto dello studio e delle analisi svolte al suo interno: una sintesi e un aggiornamento dei contenuti che ha elaborato in un suo proprio programma. Non c’è tempo qui per descriverla nel dettaglio. Nei 10 punti programmatici presentati dal Comitato organizzatore di “Cambiare si può” molte cose, anche se in forma diversa, sono già presenti. Alcune non ci sono. Altre potrebbero esserci. Nessuna è radicalmente contraria alle nostre posizioni. Soltanto due assenze importanti: democrazia partecipata e debito. Due questioni che dovrebbero trovarvi posto.

Per noi di Alternativa vi sono due stelle polari: Pace e Costituzione della Repubblica Italiana.

Pace significa dichiararsi in modo netto e incontrovertibile a favore del ritiro immediato dei nostri militari impegnati all’estero e sancire una volta per tutte che l’Italia non parteciperà a qualsiasi operazione militare fuori dai propri confini.

Richiamarsi alla Costituzione, significa assumersi l’impegno di dare – finalmente – reale attuazione ai suoi principii fondamentali e in particolare a quell’art.3 che sancisce come “compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”

Sul metodo:

Porre una questione di metodo significa porre concretamente una questione di sostanza politica e di costruzione della rappresentanza. Tanto necessaria nel momento in cui ci accingiamo a definire la nostra organizzazione e le regole dei processi decisionali.

Occorre dunque fare chiarezza sugli aspetti che riteniamo qualificanti del nostro processo costituente e sui punti fondativi che devono essere sanciti una volta per tutte e non più rinviati o sottaciuti (anche in funzione della prossima assemblea nazionale del 22 dicembre in cui si dovrà decidere sulla lista elettorale democraticamente costituita).

Ecco gli elementi cardine per la discussione odierna:

1. Esclusione di un qualsiasi apparentamento con il centro-sinistra (PD-SEL): “Cambiare si può” deve stare fuori dal centro-sinistra.

2. Apertura al sostegno e alla collaborazione, su specifici  punti programmatici condivisi – in Parlamento e nelle Amministrazioni locali – con il M5S.

3. Elezione di un comitato nazionale di garanti da una lista di “saggi”, proposti e votati su base regionale, che avrà il mandato dall’assemblea nazionale di sovrintendere alla regolarità dei processi.

4. Discussione e approvazione on-line di una piattaforma programmatica chiara e sintetica (riducendo l’attuale anche a soli 5 punti).

5. Costituzione di gruppi di coordinamento nazionale, regionali e provinciali per l’organizzazione delle attività e la raccolta delle firme, con regole di partecipazione chiare e procedure trasparenti.

6. Elaborazione da parte di tutti i soggetti politici e le associazioni che aderiscono a “Cambiare si può” di una lista di candidati che verranno votati on-line per la costituzione delle liste elettorali.

Su queste linee noi ci siamo. Alternativa – Laboratorio politico fondato da Giulietto Chiesa

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Pubblicato da su 14 dicembre 2012 in Uncategorized

 

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