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Salviamo il paesaggio: un modo nuovo di fare politica

10 Mag

Mercoledì 9 maggio, a Milano presso la sede di Legambiente si è svolta la prima riunione operativa del neonato Forum milanese di Salviamo il Paesaggio.

L’idea è stata lanciata con l’incontro dello scorso 24 Aprile (presso la sede di Chiama Milano), a cui parteciparono oltre 50 persone condividendo l’intento di costruire una nuovo modo di fare politica per l’ambiente.

A Milano, come in tutta Italia, esistono moltissimi gruppi, associazioni e movimenti che operano in qualche modo sui temi della tutela dell’ambiente e della promozione di nuovi stili di vita ecologici.

Ovviamente ciascuno di questi gruppi ha una propria storia, una propria ragion d’essere ed un proprio profilo culturale o politico che non può essere omologato a quello di nessun altro.

Da più parti e non da oggi, si avverte tuttavia l’esigenza di canalizzare queste energie verso obiettivi tangibili, cioè raggiungibili nel breve lasso di una vita umana.

Lo spettacolo desolante del paesaggio deturpato di uno dei paesi più ricchi di storia, arte e natura del mondo, è probabilmente il tratto più visibile e quindi di più immediata percezione per scatenare una reazione, collettiva e operativa.

Ovviamente la maggiore indignazione scatta là dove sorgono gli ecomostri, dove i terreni agricoli vengono cementificati, le comunità locali spezzate dalle infrastrutture… Il nostro paese offre praticamente ogni giorno un qualche motivo di indignazione di questo tipo.

Agli inizi del 2012 alcune associazioni ambientaliste (tra le quali Legambiente e Slow Food) hanno costituito il Forum nazionale di “Salviamo il paesaggio”:

Si tratta di un tentativo per far convergere le energie su alcuni obiettivi ambientalistici ritenuti prioritari. Il primo di essi è il Censimento del suolo, ovvero la raccolta di dati presso gli 8mila Comuni d’Italia, per conoscere quanto del suolo disponibile è già cementificato e quanto è destinato ad ulteriore cementificazione. Da lì potranno sorgere altre iniziative, a difesa del paesaggio e del territorio (ad es. una legge di iniziativa popolare ed altro).

Il forum milanese di “Salviamo il paesaggio” si inserisce pertanto in questa progettualità. Con una sua particolarità organizzativa che andremo ora a spiegare.

Decisiva è la dimensione territoriale, per questo tipo di istanze e non solo. Perché è sui singoli territori che si focalizzano i problemi nella loro concretezza ed è sui singoli territori che è possibile costruire i fronti della lotta e del cambiamento.

Ciò non significa ovviamente negare una dimensione più ampia, regionale, nazionale e continentale. Il caso No Tav dimostra che un progetto, pensato al di sopra del territorio, perché in una logica transnazionale (come lo sono tutte le grandi infrastrutture) trova nelle comunità locali il momento più critico. Perché è lì che il TAV va a stravolgere il paesaggio ed è lì che si coagulano gli interessi e si mobilitano le risorse per opporsi. Con la speranza, come accaduto nel caso della Val Susa, che tale mobilitazione si allarghi ben oltre i confini del territorio, fino a coinvolgere i centri del potere politico ed economico nazionale ed europeo. Non vi sarebbe un movimento No Tav senza una (cento, mille) Val di Susa.

Torniamo allora al nostro territorio milanese. Tra i tanti spunti già all’incontro del 24 aprile ci è stato presentato un caso concretissimo. Si tratta della Cascina Zerbone, il cui titolare ha annunciato, nell’emozione generale, la prospettiva imminente di dover abbandonare le 100 mucche e l’attività agricola ad esse connessa, causa una decisione del Comune di Milano (sì quello del sindaco Pisapia, anche se la decisione risale alla Giunta Moratti) di cedere quel terreno per costruirci sopra villette a schiera (circa 800 vani, di cui un 2% per abitazioni popolari, come specchio per le allodole).

Si tratta di 16 ettari di terreno agricolo, in prossimità di Milano, cioè dell’area più antropizzata del mondo. Vogliamo stare a guardare impotenti? Forse che bisogna essere dei tecnici, dei politici od amministratori per potersi interessare di una questione di tale gravità? O non è forse una cosa che riguarda tutti?

E quindi: che cosa possiamo fare noi per impedire questo scempio?

La risposta a questa domanda consente di mettere a fuoco il modello organizzativo e comunicativo che il Forum milanese intende costruire. Partiamo da poche semplici regole.

Regola n. 1: l’ambiente, come la vita, interessa tutti e non è materia solo per gli specialisti, sebbene l’expertise sia benvenuto a tutti i livelli;

Regola n. 2: curare l’accesso alle informazioni, reperire documentazione, verificare le fonti;

Regola n. 3: definire uno scopo e costruire il messaggio;

Regola n. 4: divulgare e denunciare pubblicamente i fatti, nella loro concretezza;

Regola n. 5: insinuarsi nelle contraddizioni del meccanismo decisionale politico per spostarlo verso gli obiettivi attesi;

Regola n. 6: attivare un meccanismo partecipativo dal basso in grado di sviluppare autonomamente un gioco a somma positiva (win-win).

Sulla base di queste semplici regole il piano d’azione è il seguente:

1. divisione dei lavori tra i partecipanti al forum, valorizzando l’expertise tecnico e professionale disponibile e cercando all’esterno ciò che manca;

2. raccolta accurata delle informazioni e della documentazione (fotografie, rilievi grafici, accordi di programma, delibere, ecc.);

3. definito lo scopo: “i terreni della cascina Zerbone sono e rimarranno per sempre agricoli” si vanno a costruire i messaggi, semplici, che si intende far passare (PDF, foto, video interviste, appelli, ecc.);

4. aperto il blog “cascina Zerbone”. Vengono implementati i primi contenuti e viene attivato il “meccanismo di moltiplicazione dei messaggi sulla rete” (la cui architettura logica sarà illustrata più avanti);

5. l’analisi delle mosse del Comune di Milano sulla questione Cascine ed agricoltura rivela molti punti di aggancio. Uno tra tutti, il fatto che il Comune dice di voler salvare le cascine ma nessuno dei suoi assessori conosce l’esistenza di un problema di nome Cascina Zerbone. Vengono elaborati i testi per una interrogazione (da far presentare a qualsiasi forza politica presente in Consiglio disposta a ciò) e si lavora sul testo di una mozione, con una forte attenzione alle dinamiche politiche che le prime azioni sprigionano, attenti a non fasi ingabbiare nei loro veti incrociati e a non farsi strumentalizzare. Ovviamente l’obiettivo finale è una delibera di giunta che dichiari non più valido l’accordo di programma sottoscritto dalla precedente Giunta;

6. i momenti topici della lotta diventano anche occasione per allargare la partecipazione dal basso. Abitanti della zona, cittadini sensibili al tema, chiunque possa essere interessato a sostenere lo specifico scopo, a prescindere dalle più o meno recondite velleità od interessi collaterali in questa vicenda. Il “meccanismo di moltiplicazione dei messaggi sulla rete” sopra citato, nel frattempo è diventato uno spazio reale di confronto e partecipazione.

Ad un certo punto la causa “Cascina Zerbone” si sosterrà di forze proprie e le energie del Forum milanese potranno concentrarsi su altri obiettivi.

Il meccanismo di moltiplicazione dei messaggi sulla rete: come funziona?

Ciascun partecipante al gioco dispone di una propria rete sociale e di un media per comunicare con essa. Il minimo è disporre di una mailing list di amici a cui inviare le e.mail, meglio se si possiede un proprio blog o il blog della propria organizzazione di appartenenza, fino alle pagine Facebook e Twitter (per chi ce l’ha).

Il canale (cioè la redazione di Cascina Zerbone) accetta il messaggio che arriva dai membri del Forum (sulla base di regole condivise, ad es. solo da chi ha aderito al forum ed accetta di distribuire su propri canali le informazioni di tutto il forum) e lo pubblica, non solo nel tradizionale ambiente chiuso (la mailing list) ma nel sito web (in questo caso Cascina Zerbone).

Da lì il messaggio viene letto (perlomeno dai partecipanti al forum) e quindi viene rimbalzato sui media di ciascun partecipante (il proprio blog, la propria pagina facebook, ecc. mediante link, pingback o qualsiasi forma di collegamento tra più canali sullo stesso messaggio).

Lo stadio successivo sono i nuovi soggetti (persone in carne ed ossa) che oltre a leggere in rete i messaggi, hanno anche qualcosa da dire (su quel tema e su quello scopo). Sul sito troveranno il modo per mettersi in contatto col Forum (che è fatto da persone fisiche) e lì essere inseriti a loro volta nella rete.

Come si vede si tratta di attivare un meccanismo moltiplicativo, che si basa sulle singole reti sociali già esistenti e già “abitate” dal nucleo dei soggetti promotori ma che, mediante il gioco di rimandi, link, mi piace, ecc, amplia in modo esponenziale il suo raggio d’azione (dove il tutto è molto di più della somma delle parti) e soprattutto amplia in modo esponenziale anche il numero di soggetti attivamente partecipanti al Forum (non dimentichiamo che in ogni caso periodicamente i membri del Forum si incontrano fisicamente, per fare il punto della situazione).

Inoltre…opps,

sto rubando lo spazio a chi la sa molto più lunga di me: leggetevi Marco Garoffolo qui:

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Pubblicato da su 10 maggio 2012 in Uncategorized

 

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