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Eh già, bravo te! Adesso c’è il Backdoor Quantitative Easing

21 Dic

Oggi, mercoledì 21 dicembre 2011 la BCE ha inaugurato il Quantitative Easing, sia pure in backdoor (cioè mascherato). Vedi: qui ed anche qui   e ancora qui.

Si tratta di 500 miliardi di euro che si raddoppieranno con la prossima asta prevista tra un mese.

In confronto ai 16 Trilioni della FED l’anno scorso, si tratta di piccole cifre. Ma non certo insignificanti.

In pratica la BCE ha preso in garanzia dalle banche i loro titoli di stato (e forse anche altri asset tossici) fornendo in cambio Moneta (M3) al tasso dell’1%.

Per le banche è una manna (e ciò spiega il successo dell’asta odierna) anche se lancia un brutto segnale, e cioè dimostra che tutte le grandi banche europee erano e sono alla canna del gas (e farlo sapere ai mercati non è cosa buona).

Come sempre proviamo a ragionare come una famiglia: ho bisogno di liquidi e non posso vendere i BOT in mio possesso perché me li pagherebbero ad un prezzo inferiore del loro valore. Allora trovo una banca che mi presta soldi liquidi in cambio dei miei BOT. Il tutto all’1% di interesse. Una operazione equa. Se avvenisse tra una banca ed una famiglia.

Ma invece avviene tra banche e banca centrale. Le prime ora, con quella moneta, potranno andarsi a comprare altri titoli di stato (come quelli italiani che al momento rendono il 7%) oppure prestarli alle imprese al tasso corrente dell’8-9%. Si spera che in entrambi i casi ciò abbia effetti benefici sulla ripresa economica o quantomeno sulla quotazione dei nostri BOT. Si spera. Per il momento si da una boccata di ossigeno alle banche. Sebbene, a lungo andare, questi QE finiranno per creare inflazione. In ogni caso tra tre anni il prestito scade, ma intanto il sistema bancario avrà guadagnato la differenza tra il rendimento dei nuovi Bond acquistati (7%) e l’1% pagato alla BCE. Qualche decina di miliardi di guadagno in tre anni. Un bel regalo alle banche europee. Di cui le imprese e le famiglie vedranno soltanto le briciole. E poi bisogna vedere tra tre anni se le banche saranno in grado di restituire quei 500 miliardi (se nel frattempo i nuovi titoli che esse hanno acquistato perdessero ulteriore valore? A quel punto la BCE farà loro un ulteriore prestito, in cambio di questi nuovi titoli… e la spirale del debito aumenterà).

En passant: 30 miliardi è la cifra che Monti ha chiesto agli italiani con questa manovra “salva Italia”. Riflessione da sempliciotto: se Monti, anziché tagliare le pensioni, avesse chiesto ai noi risparmiatori 30 miliardi cash, in cambio di 30 miliardi di nuovi BOT, all’1% (si chiama prestito forzoso), non sarebbe stato meglio? Meno lacrime e meno sangue ai cittadini, tenuta del valore dei titoli di stato… Il tutto chiedendo ai risparmiatori il sacrifico di guadagnare appena l’1%. E nessun rischio inflazione.

“Eh già, bravo te!” direbbe Iannacci. E le banche? Le lasciamo fallire?

Te li vedi gli adoratori del Dio-Banche che, anziché continuare ad offrirgli sacrifici umani, decidono di ammazzare il loro Dio? Eh diamine, non siamo secolarizzati fino a questo punto!

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Pubblicato da su 21 dicembre 2011 in dodici punti

 

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