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Quelli che hanno creato il problema, sono stati chiamati a risolverlo

16 Nov

Ore 17 del 16 Novembre 2011: il governo Monti si è insediato e la sua squadra è stata presentata.

E’ il governo delle banche, non solo per il super-ministero a Corrado Passera di Banca Intesa, ma perché quasi tutti gli altri prendono lo stipendio dal sistema bancario. La novità è l’ingresso del Vaticano nella gestione della transizione. Lo IOR si è fatto avanti ed ha preteso la propria fetta.

Il nuovo ministro della Sanità, Balduzzi, allievo di G.M. Flick (curatore fallimentare del San Raffaele per conto dello IOR), è presidente del MEIC, movimento quantitativamente insignificante ma crocevia del pensiero e degli interessi di una componente di cattolici non ciellini che tentano di ritornare al potere dopo le botte ricevute da Berlusconi e Formigoni.

E poi abbiamo il fondatore della Comunità Sant’Egidio: vediamo se saprà dire qualcosa di cristiano a proposito di spese militari e della partecipazione italiana alle guerre nel mondo.

Elsa Fornero al Ministero del lavoro, è una persona intelligente che sulle pensioni dice cose di buon senso, sebbene non si arrischi mai a mettere in relazione la spesa pensionistica con quella impiegata dagli stati per difendere le banche. Ma è vice presidente del consiglio di sorveglianza di Banca Intesa ed è stata messa lì per fare la macelleria sociale, e per difendere le banche.

Difficilmente riusciranno a trovare i voti in questo Parlamento per più di dei mesi. Dovranno lavorare d’intesa con la Troika UE-BCE e FMI e con le centrali del potere finanziario internazionale, secondo la logica della shock economy (della serie: guarda che se non fai quello che ti dico, i mercati ti puniscono).

Ma non ce la faranno. La crisi è più forte dei loro interessi e della loro colpevole miopia politico-culturale. E li travolgerà.

Berlusconi è stato furbo: prima di essere travolto dall’ira popolare, si è fatto da parte.

Ed ha lasciato a questi professoroni il compito più arduo: accontentare la finanza internazionale svendendo poco a poco il patrimonio pubblico e lo stato sociale italiano. Spostando di sei-dodici mesi la resa dei conti (cioè l’uscita dall’Euro).

Tanti auguri. Noi intanto lavoriamo per ciò che si dovrà fare “dopo Monti”. Ammesso che poi rimanga ancora qualcosa da salvare.

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Pubblicato da su 16 novembre 2011 in Uncategorized

 

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